Politica Linguistica

CORSO DI POLITICA LINGUISTICA (20 ore)

Docente: Dott. Giuseppe Corronca (Ufficio Lingua Sarda R.A.S.)


Il corso ha come obiettivo generale quello di fornire un breve excursus su alcune nozioni utili per comprendere cosa sia la politica linguistica, sia a livello teorico partendo dalle definizioni, sia a livello pratico, analizzando alcuni interventi messi in atto dalle istituzioni sia regionali che locali per la promozione e la valorizzazione della lingua di minoranza.
L’obiettivo specifico del corso è quello di far uscire la lingua sarda da uno status di “lingua della nonna”, (secondo un’espressione cara a Gabriele Iannacaro) da utilizzare solo in contesti familiari e informali, ed elevarla, invece, a lingua “normale”, lingua della quotidianità da utilizzare in tutti i contesti della vita pubblica, dai mezzi di trasporto agli uffici, dalla scuola ai negozi, alla produzione di materiale didattico e testi non solo di letteratura, ma anche per trattazioni scientifiche (alcune sperimentazioni in questo senso sono già state fatte) e manualistiche.
Il corso è svolto interamente in lingua sarda. Per l’esposizione orale ogni docente adopera il proprio dialetto di provenienza, mentre invece per lo scritto ci si serve dello standard ufficiale adottato dalla Regione Autonoma della Sardegna con Delibera 20/15 del 9 maggio 2015, denominato L.S.C. (Limba Sarda Comuna), che costituisce un codice ortografico di riferimento, «punto di mediazione tra le parlate più comuni e diffuse e aperta ad alcune integrazioni volte a valorizzare la distintività del sardo e ad assicurare un carattere di sovramunicipalità e la semplicità del codice linguistico. La Limba Sarda Comuna intende rappresentare una “lingua bandiera”, uno strumento per potenziare la nostra identità collettiva, nel rispetto della multiforme ricchezza delle varietà locali» 

Un altro aspetto essenziale, trattato nel corso delle lezioni, riguarda i pregiudizi e gli stereotipi ormai consolidati e duri a morire relativi alla partizione della lingua sarda in due macrovarianti o diasistemi (Logudorese VS Campidanese), o addirittura, ulteriori sottosistemi (ogliastrino, baroniese, nuorese o barbaricino, sulcitano etc.). La classica bipartizione Logudorese/Campidanese è sostanzialmente frutto degli studi del linguista tedesco Max Leopold Wagner, che nel corso del XIX secolo, durante il suo soggiorno in Sardegna, ha avuto modo di studiare la realtà linguistica sarda. Pur con i suoi evidenti limiti, l’opera di Wagner costituisce ancora oggi un prezioso contributo nell’ambito degli studi di linguistica. Pur tuttavia, studi più recenti come quello di Roberto Bolognesi (Università di Amsterdam) e del fonologo Michele Contini (Università di Grenoble), hanno dimostrato, contrariamente a quanto sosteneva Wagner e i suoi discepoli, la sostanziale unitarietà della lingua sarda, smentendo in qualche modo la classica bipartizione che non ha alcun riscontro effettivo a livello scientifico. Analizzando le isoglosse nel territorio isolano, è difficile infatti stabilire con precisione dove finisce il presunto Logudorese e dove ha inizio l’altrettanto presunto Campidanese e viceversa. È innegabile che, a livello fonetico e lessicale, vi siano alcune caratteristiche più “meridionali” e altre più “settentrionali” del sardo. Ciò non toglie che il sardo sia una lingua che gode di una sostanziale unità a livello morfo-sintattico (si veda per esempio come la costruzione della frase sia uguale in tutta la Sardegna, oppure la comunanza del lessico). 

Successivamente si entra nel merito di alcune nozioni “tecniche” come comunità linguistica, repertorio linguistico, diglossia/dilalia. Di fondamentale importanza è la nozione di bilinguismo; a tal proposito vengono citati gli studi di Antonella Sorace, docente di Linguistica Acquisizionale a Edimburgo, che dimostrano l’importanza dell’apprendimento di due o più lingue fin dalla tenera età e i relativi vantaggi a livello cognitivo.

La Terza Unità (Unidade 3) è dedicata alla pianificazione linguistica, prendendo spunto dal manuale di V. Dell’Aquila e Gabriele Iannacaro (V. Dell’Aquila - G. Iannacaro, La pianificazione linguistica. Lingue, società e istituzioni, Carocci, Roma, 2004). Vengono affrontate e analizzate le nozioni di Corpus planning, Status planning, Acquisition planning. Si fa inoltre un accenno su come funzioni uno standard, prendendo in esame il caso della L.S.C. (Limba Sarda Comuna), adottato dalla Regione Sardegna per i documenti in uscita.

Nella Quarta Unità (Unidade 4) si parla delle minoranze linguistiche presenti nel mondo, in Europa, in Italia e in Sardegna (Per quanto concerne la Sardegna si fa riferimento alle cosiddette “varietà alloglotte” presenti nell’Isola (Tabarchino, Catalano, Sassarese, Gallurese).).

Nelle lezioni successive si prenderà in esame la legislazione relativa alla tutela delle minoranze
linguistiche, nella fattispecie:
  • Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1948)
  • Costituzione della Repubblica Italiana, art. 6 (1948)
  • Accordi di Helsinki (1975)
  • Risoluzione Arfè (1981)
  • Risoluzione Kuijpers (1987)
  • Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie (1992)
  • Risoluzione Killilea (1994)
  • Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali (1995)
  • Legge Regione Sardegna n°26/1997
  • Legge n°482/1999
  • Risoluzione del Parlamento Europeo sulle lingue europee a rischio di estinzione e sulla diversità linguistica nell’Unione Europea (2013)

È prevista anche una breve trattazione sull’utilizzo della lingua sarda nella Pubblica Amministrazione.

Bibliografia consigliata:
  • Argiolas M.-Serra R. (a cura di), Limba lingua language. Lingue locali, standardizzazione e identità in Sardegna nell’era della globalizzazione, CUEC, Cagliari, 2001
  • Dell’Aquila V. - Iannacaro G., La pianificazione linguistica. Lingue, società e istituzioni, Carocci, Roma, 2004
  • Corongiu G., Pro una limba ufitziale, Domus de Janas, Selargius, 2006
  • Corongiu G., Guvernare cun sa limba. Fainas, ideas, analizos e propostas pro sa polìtica limbìstica, Condaghes, Cagliari, 2006
  • Corongiu G., Una limba comuna cun milli limbàgios, Domus de Janas, Selargius, 2009
  • Un manuale di fondamentale importanza per comprendere le problematiche relative alla politica linguistica, gli stereotipi intorno alla lingua sarda è la recente pubblicazione di Giuseppe Corongiu, Direttore del Servizio Lingua e Cultura Sarda della R.A.S. (Regione Autonoma della Sardegna), che è anche un ottimo manuale di sintesi della storia del movimento linguistico in Sardegna: Corongiu G., Il sardo una lingua normale. Manuale per chi non ne sa nulla, non conosce la linguistica e vuole saperne di più o cambiare idea, Condaghes, Cagliari, 2013

Altra bibliografia:
  • Porru, Vincenzo. Nou Dizionariu Universali Sardu-Italianu. Casteddu: 1832
  • Wagner, Max Leopold. Fonetica storica del sardo. A cura di Giulio Paulis. Cagliari: 1984. (Traduzione di: Historische Lautlehre des Sardinischen, 1941).
  • Wagner, Max Leopold. La lingua sarda. Storia, spirito e forma. Berna: 1950; ora a cura di Giulio Paulis. Nuoro: 1997.
  • Wagner, Max Leopold. Dizionario Etimologico Sardo (DES). Heidelberg: Carl Winter, 1962 e Cagliari: Trois, 1989.
  • Francesco Casula, La Lingua sarda e l'insegnamento a scuola, Alfa editrice, Quartu Sant'Elena, 2010.
  • Blasco Ferrer, Eduardo. Pro domo. La cultura e la lingua sarda verso l'Europa (2 voll. e CD-Rom). Cagliari:
  • Condaghes, 1998.
  • Blasco Ferrer, Eduardo. Linguistica sarda. Storia, metodi, problemi. Cagliari: Condaghes, 2003.
  • Bolognesi, Roberto. Heeringa, Wilbert. Sardegna tra tante lingue: il contatto linguistico in Sardegna dal Medioevo a oggi. Cagliari: Condaghes, 2005
  • Wagner, Max Leopold. Fonetica storica del sardo. A cura di Giulio Paulis. Cagliari: 1984. (Traduzione di: Historische Lautlehre des Sardinischen, 1941).
  • Wagner, Max Leopold. La lingua sarda. Storia, spirito e forma. Berna: 1950; ora a cura di Giulio Paulis. Nuoro: 1997.
  • Wagner, Max Leopold. Dizionario Etimologico Sardo (DES). Heidelberg: Carl Winter, 1962 e Cagliari: Trois, 1989.
  • Francesco Casula, La Lingua sarda e l'insegnamento a scuola, Alfa editrice, Quartu Sant'Elena, 2010.
  • Blasco Ferrer, Eduardo. Pro domo. La cultura e la lingua sarda verso l'Europa (2 voll. e CD-Rom). Cagliari:
  • Condaghes, 1998.
  • Blasco Ferrer, Eduardo. Linguistica sarda. Storia, metodi, problemi. Cagliari: Condaghes, 2003.
  • Bolognesi, Roberto. Heeringa, Wilbert. Sardegna tra tante lingue: il contatto linguistico in Sardegna dal Medioevo a oggi. Cagliari: Condaghes, 2005
  • Pittau, Massimo. Grammatica della Lingua Sarda. Sassari: Delfino, 1991.
  • Pittau, Massimo. Dizionario della lingua sarda: fraseologico ed etimologico. Cagliari: Gasperini, 2000/2003.
  • Puddu, Mario. Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda. Cagliari: Condaghes, 2000.
  • Rubattu, Antonino. Dizionario universale della lingua di Sardegna, Sassari: EDES, 2003.
  • Rubattu, Antonino. Sardo, italiano, sassarese, gallurese, Sassari: EDES, 2003
  • Patrizia Cordin (a cura di), Didattica delle lingue locali, Franco Angeli, Milano, 2011
  • Regione Autònoma de Sardigna, Sa diversidade de sas limbas in Europa Itàlia e Sardigna. Atos de sa cunferèntzia regionale de sa limba sarda, Macumere, 28-30 santandria 2008
  • Un altro studio indicato è la ricerca sociolinguistica che è stata effettuata nel 2007 dall'Università di Cagliari commissionata dalla Regione Sardegna scaricabile su: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_4_20070510134456.pdf
  • Le regole ortografiche di riferimento della L.S.C. (Limba Sarda Comuna) sono presenti nel sito internet: http://portallem.com/images/fr/sarde/Limba_sarda_comuna.pdf
  • Per la ricerca immediata dei termini in lingua sarda si consiglia l’utilizzo del Glossario Sperimentale (Glossàriu Isperimentale) scaricabile su: http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_108_20090205122945.pdf

Ulteriori riferimenti bibliografici verranno forniti nel corso delle lezioni

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